MADE IN ITALY
Scheda: Regole per la marcatura d’origine di pelli finite e di cuoi
Strumento per la promozione delle aziende italiane sul mercato
Il nuovo regolamento di prodotto sulla marcatura di origine delle pelli e dei cuoi ha un duplice scopo:
- Tutela del mercato: quando viene dichiarata l’origine del materiale dobbiamo essere certi che questa sia legata a requisiti oggettivi e verificabili, altrimenti il marchio di origine viene utilizzato da tutti senza regole né controllo e perde, in breve, ogni valore. Ogni marchio distintivo deve essere regolato da procedure comuni a tutti e ben chiare per gli utilizzatori, questo significa concorrenza e libero mercato.
- Promozione delle migliori aziende italiane: accettare regole chiare vuol dire comunicare qualità al cliente (per esempio calzaturificio o produttore di mobili); chi realizza il manufatto non solo può comunicare al consumatore il “made in Italy” del materiale che nel caso delle pelli e dei cuoi è sinonimo di eccellenza, ma riduce anche il rischio di impresa perché ha utilizzato fornitori certi dal momento che possono dare tale garanzia (con certificato) solo le aziende con certificazione ISO 9000, ISO 14000 o di prodotto accreditate Sincert.
Il documento è basato sui lavori svolti dall’associazione nazionale di categoria, ed è il primo del suo genere in Italia ed al mondo e si integra perfettamente con le regole di etichettatura dei prodotti previste per esempio negli Stati Uniti o in Giappone dove le informazioni sull’origine dei materiali e delle lavorazioni sono un fattore essenziale per immettere un prodotto sul mercato.
A maggior tutela del cliente la conceria che ha sottoscritto le regole di marcatura dovrebbe preparare un regolamento da consegnare al cliente per regolare l’utilizzo della marcatura, un esempio è stato predisposto da ICEC.
Come ottenere la marcatura
Possono utilizzare questo strumento di marketing e comunicazione tutte le aziende certificate ICEC o DNV ISO 9000, ISO 14000 o di prodotto.
Le aziende che aderire al regolamento per la marcatura d’origine dovranno far pervenire ad ICEC un fax con richiesta di adesione allo schema. La rispondenza ai requisiti del suddetto regolamento sarà valutata durante le verifiche ispettive periodiche relative ai sistemi qualità, ambientali o di prodotto.
Di seguito sono riportati sinteticamente alcuni punti del regolamento:
Le regole di marcatura evidenziano le fasi di lavorazione essenziali a caratterizzare il materiale, ossia quelle che apportano le caratteristiche di idoneità all’uso, qualità e stile che sono richieste dai clienti. Per contro non sono considerate essenziali le fasi prive di tale funzione né l’origine dei materiali grezzi, essendo considerati “commodity”.
La marcatura può essere di due tipi:
1- Marcatura generica: “prodotto in Italia”; “fabbricato in Italia” o “made in Italy” può essere apposta se:
| Cuoio suola: |
concia, riconcia e rifinizione sono svolte in Italia. |
| Pelli con concia minerale: |
sono svolte in Italia le fasi di riconcia e rifinizione.
Nota: per alcune pelli con rifinizione particolare come stampe moda, transfer ecc. è possibile non eseguire in Italia la fase di riconcia e marcare in modo generico, se il valore industriale delle operazioni di rifinizione è maggiore o uguale del 60 % del valore di acquisto del materiale.
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| Pelli con concia organica o vegetale |
concia, riconcia e rifinizione sono svolte in Italia. |
| Pelli di animali da pelliccia |
sono svolte in Italia le fasi di riconcia e rifinizione. |
2 - Marcatura qualificata: descrive il grado, la quantità o il tipo di contenuto di origine italiana della lavorazione. Essa indica che la provenienza non è completamente italiana. La marcatura qualificata deve essere apposta quando non sono soddisfatti tutti i criteri per la marcatura generica. Per esempio: “tinto e rifinito in Italia”; “rifinito in Italia”; “stampato in Italia”; “design Italiano”.
Apposizione
La marcatura può essere applicata in modo permanente o non permanente. L’utilizzo del marchio societario italiano non è da considerarsi come una dichiarazione di origine italiana del prodotto. La marcatura deve prevedere parole di eguale dimensione ed evidenza. Può essere espressa in Italiano o in altra lingua ufficiale dell’Unione Europea.
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